Matrimonio: tradizione e curiosità dal mondo

Si sa, i matrimoni sono eventi pieni di significato di emozione e di sentimento, ma anche di tradizione e curiosità che a volte sembrano vere e proprie scaramanzie. Il matrimonio all’italiana ne ha di molte, sottili, radicate, entrate talmente bene nell’abitudine che molti di noi nemmeno sanno esattamente quali siano. Eppure ne esistono tante, altrettanto radicate nella tradizione, anche in altri paesi del mondo molto diversi dal nostro.

“Auguri agli sposi”!

Riso, frumento o zucchero?

Lancio del riso
Lancio del riso

Quando si tratta di fare gli auguri agli sposi, sicuramente quello più grande è l’augurio di abbondanza e prosperità. Nel nostro paese, questo augurio è rappresentato dal lancio del riso. Il lancio del riso non è esattamente una nostra tradizione.

Al di là del frumento lanciato sugli sposi dagli antichi romani, quella del riso è una tradizione che arriva a noi direttamente dalla Cina.

Qui infatti si narra di un Genio Buono che, mosso a compassione verso i contadini che soffrivano la fame, intervenne presso di loro lanciando i suoi denti in un fiume; chiedendo ai contadini di innaffiare con l’acqua di quel fiume un campo, i suoi denti, divenuti semi, finirono nel campo.

Frumento
Frumento

Da questi semi nacque il riso. Ecco quindi che, grazie a questa leggenda, il riso viene considerato simbolo di prosperità. Lanciare il riso sugli sposi significa augurargli un futuro pieno d felicità e soddisfazioni.

In altri paesi però, non viene utilizzato il riso. Per esempio, in Moldavia, si lancia il frumento.

In Grecia invece, conoscono un altro modo per augurare felicità agli sposi: è importante che i due abbiano, nel corso degli anni, un paio di guanti e che in uno di questi sia contenuta una zolletta di zucchero.

La zolletta simboleggia la dolcezza che li accompagnerà nel corso di tutta la loro vita matrimoniale.

Un’usanza invece decisamente strana è quella che hanno le spose in Mauritania. Le donne, già in giovane età, vengono costrette ad ingrassare. Sembra infatti che più una donna è abbondante, più avrà possibilità di essere scelta da un uomo. La sua taglia poi è direttamente proporzionale alla prosperità che accompagnerà il matrimonio.

Il “colore” della sposa

Bianco Sì

Coppie cinese: sposa in rosso
Coppie cinese: sposa in rosso

Per tradizione, da noi, la sposa dovrebbe indossare l’abito bianco, simbolo di purezza; o almeno così era fino a qualche anno fa.

Ora vengono utilizzati anche abiti di colori diversi, ma la maggioranza resta sempre su tonalità pur sempre tendenti al candore.

In un paese come il Giappone, per esempio, la sposa non indossa il colore bianco, ma sia lei che lo sposo indossano dei tradizionali kimono decorati e appositamente realizzati per questa occasione.

Durante tutta la cerimonia, però la sposa è invitata a portare sulla testa un panno bianco, che in questo caso simboleggia la “non gelosia” nei confronti del futuro marito.

Bianco No

Sposi giapponesi con Kimono tradizionale
Sposi giapponesi con Kimono tradizionale

Il bianco non è dunque il colore delle nozze in tutto il mondo, anche perché, soprattutto in Oriente, il bianco è, un po’ dappertutto, il colore del lutto e della morte.

In Cina troviamo il rosso come sostituto del bianco. Tutto deve essere di questo colore, dall’abito alle decorazioni; qui il rosso è simbolo di buon augurio e felicità.

È altresì vero che la sposa si cambia molte volte durante la cerimonia e solitamente alterna il tradizionale abito bianco occidentale a quello rosso.

Anche in India il colore dell’abito della sposa è rosso, qui simbolo di purezza; molto utilizzato è anche il verde: colore che viene associato al rosso e che è simbolo di fertilità.

In India, a differenza di Cina e Giappone, il bianco non è legato alla morte ma assume pur sempre un valore poco positivo: il bianco qui è infatti il colore dell’infelicità, quindi guai a spose “in bianco”!

Voti nuziali

“In ricchezza e in povertà” o ..

Lo scambio dei voti nuziali da noi è un passo fondamentale del rito matrimoniale. Il momento in cui vengono espresse le promesse che sugellano l’unione, liberamente voluta, dei due sposi.
In un paese come la Grecia invece, il rito non prevede lo scambio di nessuna promessa. L’unione tra lo sposo e la sposa viene suggellata unendo le proprie mani sull’altare per consacrare il loro legame. Questo perché, per il rito ortodosso è prevista una cerimonia piena di simbolismo; il matrimonio è visto infatti come l’unione di due anime più che come contratto tra due persone.

Matrimonio giapponese: tazze con sakè
Matrimonio giapponese

… a colpi di sakè!

In Giappone, invece lo scambio delle promesse avviene a sorsi di sakè. Gli sposi sono infatti invitati dal celebrante a prendere tre sorsi di sakè in tre diverse tazze di dimensioni differenti.

Prima beve lo sposo e poi successivamente la sposa; non deve rimanere sakè in nessuna tazza. Considerando il fatto che il sakè è una bevanda alcolica estratta dal riso che arriva a 15 gradi di alcolicità, possiamo decisamente affermare che qui i brindisi cominciano decisamente ben prima dei festeggiamenti.

L’addio al nubilato: divertimento o Mehndi

Sposa con disegni Mehndi
Sposa con disegni Mehndi

Tradizione vuole che, ogni sposa, prima delle nozze, venga a sua insaputa “presa in ostaggio” dalle amiche che la condurranno in luoghi sconosciuti per vivere momenti divertenti all’insegna dell’amicizia; una sorta di “addio” alla vita da single, il famoso “addio al nubilato”. Questo vale per lo meno qui da noi.

In India non funziona proprio allo stesso modo. La sposa viene circondata dalle amiche che, passando con lei molto tempo, si dedicano a dipingerle mani e piedi con una tecnica tanto affascinante quanto famosa: la tecnica Mehndi. Le mani, le braccia, i piedi, le gambe, sono decorati con bellissimi disegni che sembrano vere e proprie opere d’arte realizzate con l’Henné.

Molto spesso tra queste bellissime opere viene nascosta l’iniziale del nome dello sposo. Tradizione vuole che, se il futuro marito riuscirà a trovare la sua iniziale tra i disegni allora sarà lui a tenere le redini del matrimonio; se non sarà in grado di trovarla allora sarà succube della propria moglie. Galeotto fu il Mehndi!

“Scaramanzie” contro le avversità

Made in Italy

Il numero dispari nella bomboniera
Il numero dispari nella bomboniera

Stando a quanto vuole la nostra tradizione, fazzoletti e perle non si possono regalare a nessuno, figuriamoci se si può a degli sposi novelli.

Sembra infatti che, le perle, regalate alle donne giovani e soprattutto che si sposano, sono di cattivo auspicio; i fazzoletti dal canto loro non sono meglio, sembra infatti siano augurio di lacrime.

Un’usanza molto radicata nella nostra tradizione, e che magari in molti si sono chiesti come mai si pratichi, è quella di suonare il clacson durante il corteo matrimoniale; questa vecchia pratica sembra infatti serva ad allontanare gli spiriti maligni.

Un altro dettaglio, non meno importante, è poi quello dei confetti. Questi vengono sempre confezionati nelle bomboniere in numero dispari, perché, proprio come i numeri dispari sono indivisibili, allo stesso modo lo sia anche l’unione tra i due sposi.

Indonesia da “tortura”

Anche negli altri paesi ci sono pratiche che hanno l’intento di allontanare ogni sorta di sventura dal futuro degli sposi; altre pratiche mirano invece a prepararli alle difficoltà che si presenteranno loro in futuro. In Indonesia, precisamente nell’Isola del Borneo, è comune l’usanza di impedire agli sposi di andare in bagno per tre giorni e per tre notti. Se una coppia riesce a resistere allora sarà in grado di affrontare ogni difficoltà futura. Non riuscire in questo intento non è di buon auspicio; significherebbe che la coppia non è destinata a durare o ad avere figli.

La “devastazione” scozzese

La devastazione del rituale scozzese
La devastazione del rituale scozzese

La tradizione scozzese vuole che la futura sposa sia rapita da amiche e amici e imbrattata dalla testa ai piedi. Proprio così!

Le sostanze da usare dovranno essere poco gradevoli: latte cagliato, cibo avariato, catrame e piume; dopo la “devastazione” la poveretta dovrà rimanere legata ad un albero per qualche tempo in modo che tutti la vedano.

Se sarà in grado di resistere a tale umiliazione, allora sarà in grado di resistere al matrimonio.

Il “crash” ebraico

Ben diverso invece, e ricco di richiami storico-religiosi, è il rituale ebraico: la rottura del bicchiere. Questo gesto ricorda in primis la rottura del tempio di Gerusalemme. Inoltre deve essere accompagnato dalle parole “Che a partire da questo momento l’unica cosa che si rompa sia questo bicchiere”. Queste, pronunciate dallo sposo, allontaneranno la “divisione” dalla coppia.

La tradizione ebraica della rottura del bicchiere e della danza degli sposi
Rottura bicchiere e ballo tradizionale

Nel momento dei festeggiamenti, poi, amici e parenti dovranno portare in spalla sposo e sposa danzando; gli sposi dovranno riuscire a darsi un bacio. Riuscirci significherà assicurarsi il superamento delle avversità che la vita riserverà loro.